IL MITO DI SISIFO E LA VITTIMA DEL NARCISISTA

Aggiornato il: 9 dic 2019

Sisifo, che viene descritto dalla mitologia come uno dei mortali più scaltri, osa sfidare gli dèi. Come punizione per la sua sagacia ed irriverenza, Zeus decise che Sisifo avrebbe dovuto spingere un masso dalla base alla cima di un monte. Tuttavia, ogni volta che Sisifo raggiungeva la cima, il masso rotolava nuovamente alla base del monte ed ogni volta, e per l'eternità, Sisifo avrebbe dovuto ricominciare da capo la sua scalata senza mai riuscirci.

La vittima di abuso narcisistico può essere perfettamente rappresentata da questa immagine. Complice uno stato di dipendenza affettiva, la vittima ha un desiderio quasi inestinguibile di fare del bene, di guarire, di riparare e fare le cose nel modo giusto. Considera la crisi all’interno della relazione al pari di una sfida; tuttavia, per un dipendente affettivo, nessuna sfida è insormontabile. Il livello di ottimismo di una persona empatica e affettivamente dipendente è sconcertante; a questo si aggiunge l’errata credenza che ci sia del buono in ognuno…e sarà suo compito farlo emergere. La vittima crede che il bene trionferà sempre, che l'amore conquisterà tutti e vincerà su tutto e che nessuna persona o relazione possa rappresentare una causa persa.

Sappiamo già come un narcisista si impegni, nella primissima fase della relazione, in una metodologia sistematica e deliberata per garantire che la vittima non solo fornisca carburante di altissima qualità, ma che sia anche patologicamente invischiata nella sfera di influenza del narcisista. Questa metodologia consente al narcisista anche di individuare con estrema lucidità la vittima elettiva: la più empatica, quella più drammaticamente affettivamente dipendente. Una volta che ne individua una, si attiva in lui un'eccitante ondata di potere, anticipando dentro di sè il sapore del meraviglioso carburante che presto fluirà da quel serbatoio. Consapevole del fatto che la vittima farà del proprio meglio per mantenere la fase iniziale, il narcisista inizierà a disseminare l’esperienza cognitivo/affettiva della vittima con tutta una serie di dichiarazioni di intenti. Tali dichiarazioni avvengono in una ric

ca varietà di forme, ma le più tipiche sono: "Sai che ti farò del male, quindi faresti meglio a stare lontano da me." "Non so di cosa si tratta, ma sono in una fase molto confusa e ti farai coinvolgere, quindi devi stare attenta." "Sono difficile da accontentare, penso che dovresti esserne consapevole." "Nessuno mai soddisfa le mie aspettative." "Sono sempre stato deluso nel passato e non mi aspetto che tu sia diversa, quindi se vuoi andare vai ora prima che sia troppo difficile." "L'intensità del mio amore sarà brutale e probabilmente ne sarai distrutta. Ci vuole un tipo speciale di persona per stare con me. " "Ti sto dando la possibilità di andartene adesso prima che diventi troppo per te."

Tutte queste dichiarazioni equivalgono, nella testa della dipendente affettiva, all’attivazione di una sfida da vincere. Un narcisista può dire queste cose in assoluta tranquillità, nella certezza che la vittima non se ne andrà.

Per inciso: è la DIPENDENZA AFFETTIVA – e non l’empatia – a garantire successo al narcisista. Una persona empatica, ma sana, di fronte a queste affermazioni scapperebbe a gambe levate. Una dipendente affettiva, invece, resta, lotta, ama più che può.

Le dichiarazioni del narcisista lo disegneranno agli occhi della vittima come un'anima persa da salvare, da far risplendere alla luce dell’amore vero, liberandola dall’abisso di una vita senza calore. Non importa quanto sia difficile e pericoloso; la vittima accetterà la sfida proprio nell’ottica di dimostrare la grandezza del proprio amore e della propria resilienza. Non importa quanto gravi siano gli ostacoli e quanto deprimente sia il viaggio che si prospetta: la vittima resterà e spingerà il proprio masso verso una cima irraggiungibile.

Va sottolineato che un narcisista non fa mai queste dichiarazioni per il bene della vittima: non la avverte per nessun improvviso senso di colpa o preoccupazione. Lo sto facendo semplicemente per coinvolgerla ancora di più. E la vittima farà di tutto per cercare di compiacerlo, guarirlo, salvarlo.

Non ci riuscirà mai. Tutto quello che farà è rifornire il narcisista con il miglior carburante. Il masso rotolerà giù per la collina, non importa quanto lontano la vittima lo abbia spinto. E sarà schiacciata da esso. Ogni volta.

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