DIPENDENZA AFFETTIVA E CONTROLLO (Parte 1)

Aggiornato il: gen 30

Chi soffre di Dipendenza Affettiva tende a cercare il controllo sulla maggior parte delle situazioni, se non su tutte, ma poche cose mettono a disagio una dipendente affettiva quanto l'avere a che fare con una persona che non riesce a controllare, ad es. un narcisista. A volte, se soffriamo di questo disturbo, non ci rendiamo nemmeno conto che stiamo cercando di controllare cose che sono completamente fuori dal nostro controllo.

Cerchiamo di controllare le emozioni altrui compiacendo le persone, prendendoci cura di loro e adattandoci alle loro esigenze e richieste. Molti hanno imparato a fare tutto questo durante l'infanzia. Hanno imparato che per sentirsi al sicuro, essere visti o ottenere attenzione, dovevano imparare a soddisfare le richieste e i bisogni di chi si prendeva cura di loro.

Questa modalità relazionale contribuisce a creare una falsa illusione di controllo: che cambiando forma, assumendo la forma che l'altro desidera, otterremo l'amore e l'attenzione di cui abbiamo bisogno. In età adulta, questo mito viene drammaticamente sfatato dalla realtà e spesso si instaura un circolo vizioso di relazioni abusanti, nelle quali ci si decentra continuamente in funzione dell'altro. In tal senso, spendiamo quantità incredibili di energia per cercare di aiutare/curare/controllare/influenzare l'altro sperando così di ottenere il suo amore, e sorprendentemente impegnamo pochissima energia per prendere il controllo sulla direzione della nostra vita.


Se tutto questo ti risuona e riscontri in te i segnali di una Dipendenza Affettiva, allora questo articolo potrebbe aiutarti a comprendere alcuni meccanismi disfunzionali che tu stessa metti inconsapevolmente in atto. Il CONTROLLO è un segno distintivo della codipendenza; tuttavia, la prima volta che ci imbattiamo nell'idea che noi stesse stiamo controllando l'altro, possiamo avvertire un senso di indignazione e disagio.


È vero, chi ha vissuto una relazione abusante È UNA VITTIMA.

Tuttavia, è spesso - prima di tutto - vittima di sé stessa, della mancata consapevolezza delle proprie dinamiche dipendenti, del proprio disperato bisogno d'amore che spesso affonda le proprie radici in tempi ben più lontani della relazione abusante.


Proviamo quindi ad analizzare uno degli aspetti più tipici della Dipendenza Affettiva, di cui si parla pochissimo, e che invece ritengo essere il perno centrale sul quale ruota tutto il processo di guarigione: il bisogno di CONTROLLO della Dipendente Affettiva.


Invece di assumersi la responsabilità per la propria felicità, una Dipendente Affettiva sposta infatti continuamente l'attenzione sull'altro.

Piuttosto che occuparsi direttamente dei propri bisogni, cerca di esercitare il potere sull'altro, sui pensieri, sui comportamenti e sul sentire dell'altro, pensando "Lo cambierò, lui mi darà ciò di cui ho bisogno, diventerà come lo vorrei, e poi sarò felice". Questo comportamento si basa sulla convinzione errata che possiamo cambiare gli altri.


Esistono comportamenti tipici attraverso i quali una Dipendente Affettiva esercita il proprio controllo sull'altro:


- FARE PER L'ALTRO CIÒ CHE PUÒ E DEVE FARE PER SE STESSO

Come adulti indipendenti, siamo singolarmente responsabili del nostro benessere fisico, emotivo, sociale ed economico.

Se ti trovi ad assumerti regolarmente la responsabilità delle relazioni, del benessere, delle finanze o altro del tuo partner, chiediti: "Perché lo sto facendo? Qual è il mio motivo?"

È probabile che speri che il tuo partner si senta dipendente da te in modo che non se ne vada mai?

Stai cercando di proteggere il tuo partner dalle conseguenze dei suoi comportamenti?

Stai cercando di rimediare a quello che credi sia il deficit del tuo partner?


- AIUTARE L'ALTRO AD EVITARE LE CONSEGUENZE NEGATIVE DEI PROPRI COMPORTAMENTI

Quando cerchiamo di mitigare le conseguenze negative delle azioni irresponsabili dell'altro, lo derubiamo delle sue opportunità di crescita e di apprendimento.

Se ti sei trovata a minimizzare o compensare le conseguenze di uno scatto d'ira o di qualsiasi altro comportamento irresponsabile del tuo partner, potresti aver pensato di essere stata "utile" o "gentile", ma, in realtà, stai semplicemente rendendo possibile l'irresponsabilità del tuo partner.

Senza subire conseguenze negative, le persone che si impegnano in schemi distruttivi hanno molte meno probabilità di cambiare.


Un'altra modalità attraverso la quale aiutiamo i nostri partner ad evitare le conseguenze delle proprie azioni, si verifica quando evitiamo di esprimere la rabbia, la tristezza o il disagio che proviamo.

Quando evitiamo di condividere i nostri sentimenti per paura di ferire i loro, in realtà stiamo solo gestendo i loro sentimenti - e questo non è il nostro compito.


- FARE DELLE MINACCE VUOTE MASCHERANDOLE DA CONFINI

I confini sono dichiarazioni di ciò che tollereremo o meno.

L'obiettivo di un confine non è quello di cambiare il comportamento di un altro, ma di creare sicurezza e integrità per noi stessi.

Affinché un confine sia autentico, dovete essere pronti a far rispettare il confine quando non viene rispettato.

Altrimenti, è solo una minaccia vuota: un tentativo di convincere qualcun altro ad agire a modo tuo alle tue condizioni.

Per esempio, tu dici al tuo partner: "Se non inizi a trattarmi in modo più gentile, ti lascio".

Se il tuo partner continua a trattarti male, devi essere pronta a lasciare quella relazione - perché, se non lo fai, il tuo "confine" era solo una tattica per cambiare il tuo partner con falsi pretesti.


- CERCARE DI "GUARIRE" O DI CAMBIARE L'ALTRO QUANDO NON HA NESSUN DESIDERIO DI CAMBIARE SE STESSO

Il cambiamento è un lavoro interiore. Possiamo sostenere o ostacolare i processi di guarigione degli altri, ma non possiamo intraprendere il viaggio per loro. Per guarire, bisogna essere disposti a guarire.

Se qualcuno non è disposto ad abbandonare una dipendenza, non possiamo educarlo a farlo.

Se qualcuno non è pronto ad affrontare il suo trauma, non possiamo costringerlo a guarire.

Se qualcuno porta un bagaglio pesante del suo passato, non possiamo strapparglielo dalle mani.

Possiamo sostenere il suo viaggio e assisterlo lungo il percorso se ha la volontà di crescere.

Ma non possiamo gestire la volontà di qualcun altro.


- IMPEGNARSI IN UN COMPORTAMENTO DI PROTESTA

Quando il nostro partner non è in grado o non è disposto a darci la profondità di connessione che cerchiamo, possiamo ricorrere a un comportamento di protesta.

I comportamenti di protesta sono tentativi di ottenere reazioni da parte del nostro partner - reazioni che, anche se solo momentaneamente, creeranno una sensazione di connessione.

I comportamenti di protesta includono il rifiuto intenzionale di comunicare, il rifiuto di fare sesso, il tentativo di far ingelosire il partner o la minaccia di porre fine alla relazione.

I comportamenti di protesta non sono guidati da un desiderio genuino: non desideriamo veramente non essere in contatto, non desideriamo veramente terminare la relazione, non vogliamo veramente impegnarci con un'altra persona al di fuori della relazione.

Quello che vogliamo è che il nostro partner cambi il modo in cui interagisce con noi, e crediamo che questi comportamenti faciliteranno questo cambiamento.


Se avete usato le tattiche di cui sopra consapevolmente o inconsciamente, non siete sole.

In molte hanno dovuto infatti prendersi cura delle proprie illusioni tossiche di controllo per arrivare a costruire una relazione affettiva sana.

Nel prossimo articolo, vi parlerò di come imparare a riconoscere ciò che si trova in realtà sotto la nostra sfera di controllo - e imparare a vivere rigorosamente all'interno di tale sfera, al fine di lasciar andare la propria illusione di controllo e assumersi la responsabilità della propria felicità.



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Dipendenza Affettiva e Controllo (Parte 1)