Dipendenza Affettiva

"Non è facile trovare la felicità in noi stessi,

ma non è possibile trovarla da nessun'altra parte."

Agnes Repplier

CHE COSA E' LA DIPENDENZA AFFETTIVA

Soffrire di Dipendenza Affettiva, o Codipendenza, significa sostanzialmente avere un rapporto disfunzionale con se stessi: con il nostro corpo, la nostra mente, le nostre emozioni e sensazioni.

Ed è proprio a causa della relazione disfunzionale che abbiamo dentro di noi che creiamo relazioni disfunzionali all'esterno.

La Dipendenza Affettiva è un disturbo causato dall'essere cresciuti in un ambiente emotivamente disonesto, confusivo e affettivamente ostile, ed è caratterizzata dall'attribuire all'esterno il totale controllo sulla strutturazione della propria autostima e sulla definizione di sé.

Questa dipendenza dall'esterno, combinata con profonde ferite emotive infantili non cicatrizzate, fa sì che il Dipendente Affettivo viva la vita in un costante stato di elevata reattività a tutto ciò che deriva dall’esterno, dando così totale potere all'altro nel processo di definizione del proprio Sé.

I Dipendenti Affettivi resettano quindi i propri punti di riferimento interni e, invece di esprimere direttamente i propri bisogni e stati emotivi, vivono in un costante stato reattivo ai bisogni ed ai comportamenti dell'altro.

Diventa allora molto facile ferire un codipendente: può avvenire con uno sguardo o un tono di voce o semplicemente quando qualcuno non dice qualcosa che ci aspettavamo; il massimo livello si raggiunge quando qualcuno ci dice qualcosa che potrebbe essere interpretato nel senso che non stiamo facendo ciò che sarebbe giusto.

Quando questo avviene, le scelte che un Codipendente si trova davanti sono sostanzialmente due: biasimare l’altro o incolpare se stesso.

Pur riconoscendo l’eventuale torto nell’altro, un codipendente teme che metterlo in discussione equivarrebbe a perderne l’amore e l’appartenenza.

L’unica alternativa diventa quindi quella di accettare che gli altri abbiano ragione, o che siano comunque comprensibili e giustificabili, e che siamo noi quelli sbagliati, così come continua a dirci la voce critica dei genitori nella nostra testa. ​

La danza che un Codipendente impara da bambino per sopravvivere ad un ambiente emotivamente repressivo ed ostile, è la stessa danza che continua a ballare da adulto.

I Codipendenti vengono infatti guidati da un’energia emotiva repressa e vivono la propria vita in modo reattivamente inconsapevole alle ferite emotive dell'infanzia.

Continuano a cercare di ottenere attenzione ed affetto, amore sano e nutrimento, la validazione, il rispetto e l'affermazione che non hanno ricevuto da bambini.

Questa danza disfunzionale è la Codipendenza, è la sindrome del bambino adultizzato: è la melodia che chiunque porti dentro di sé una sofferenza non elaborata ha imparato a ballare in un circolo vizioso di comportamenti autodistruttivi.

COME SI DIVENTA DIPENDENTI AFFETTIVI?

 

Ognuno di noi forma il proprio rapporto nucleare, con se stesso e con la vita, nella prima infanzia proprio sulla base dei messaggi che riceve, sulla base dei traumi emotivi che subisce e sul modello relazionale proposto dagli adulti significativi, genitori in primis.

Nel corso della crescita, i bambini che da adulti svilupperanno un Disturbo da Dipendenza Affettiva imparano a reagire alla vita secondo un paradigma di credenze “bianco/nero” – “giusto/sbagliato”, per il quale apprendono a vergognarsi di se stessi,  a sentirsi sbagliati nel loro commettere errori, nel loro essere imperfetti, nel loro essere umani.

In quest'ottica, la Codipendenza si struttura come un meccanismo di difesa che il bambino utilizza per proteggersi in un ambiente emotivamente ostile e inadeguato, nel quale apprende che non è sicuro fidarsi di sè, dei propri pensieri e delle proprie sensazioni.

La codipendenza è quindi un sistema di difesa emotiva che viene creato per proteggere il nostro bambino interiore ferito dalla vergogna di essere stato cresciuto come non amabile, o amabile "a patto che", come stupido e debole, come un perdente e un fallito, come sbagliato.

A quel bambino viene insegnato a valutare se aveva più o meno valore rispetto agli altri (più intelligente, più bello, più veloce, più ricco, più forte, ecc.) e così quel bambino impara a giudicare se stesso proprio nello stesso modo in cui facevano le sue figure di riferimento.

È proprio lì che si struttura la convinzione che essere "giusto" è l’unico modo per essere accettato ed amato.

Di conseguenza, l’altro, con i suoi bisogni e convinzioni, con i suoi comportamenti e richieste, diventa l’unico giudice del proprio valore e il predittore della propria possibilità di essere amato.

In realtà, noi non abbiamo il potere di cambiare gli altri.

Abbiamo però il potere di cambiare il nostro rapporto con noi stessi curando la nostra codipendenza.

Possiamo accedere alla capacità di accettare, abbracciare, perdonare, avere compassione e stabilire dei confini sani rispetto a tutte le parti ferite di noi stessi.

Imparando ad amare noi stessi, otterremo la capacità di amare veramente l’altro e di costruire una relazione basata su un amore sano.

 

I SINTOMI DELLA DIPENDENZA AFFETTIVA

I sentimenti con i quali si confronta più frequentemente un Dipendente Affettivo sono:

  • Negazione

  • Bassa autostima

  • Emozioni dolorose quali vergogna, senso di colpa, rabbia e risentimento, ansia, depressione


I comportamenti più tipici sono:

  • Dipendenza

  • Problemi di intimità

  • Comunicazione disfunzionale

  • Confini disfunzionali

  • Controllo di se stessi e/o degli altri (incluso Caretaking)

I sentimenti e i comportamenti fondamentali creano altri problemi, quali il compiacere gli altri, il dubbio rispetto al proprio valore, la diffidenza, il perfezionismo, l'elevata reattività e le ossessioni. 

IL TRATTAMENTO DELLA DIPENDENZA AFFETTIVA

L'obiettivo del percorso di psicoterapia per guarire dalla Dipendenza Affettiva è quello di diventare un adulto pienamente funzionante, cioè:

  • Autentico

  • Autonomo

  • Capace di intimità

  • Assertivo e congruente nell'espressione di valori, sentimenti e bisogni

  • Flessibile, senza pensieri o comportamenti rigidi

 

Attraverso un lavoro prezioso e unico su di sè, aiuto i pazienti a:

 

  • Uscire dalla negazione

  • Lasciare andare gli altri

  • Costruire un Sé autonomo

  • Aumentare la propria autostima

  • Trovare forme sane di piacere - sviluppare amici, hobby, interessi

  • Guarire le ferite del passato

  • Imparare ad essere assertivi e fissare dei limiti

  • Perseguire obiettivi e passioni più grandi

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